HENRY CORONICA
Guardando alla storia, le prime tracce di cani da slitta risalgono al periodo della corsa all’oro, in Alaska, tra la fine del 1800 ed i primi del 1900; ma, molto tempo prima, già si parla di cani di razza Siberian Husky che accompagnavano le grandi migrazioni dei popoli siberiani alla ricerca di nuovi pascoli per le loro renne ed i loro caribou, sia come cani da guardia per i greggi, sia come cani utili al traino.
Questi esemplari vennero “adottati” poi dagli indiani Athabaskan che vivevano in Alaska e usavano lasciarli liberi nei villaggi durante i periodi di sosta, mentre lavoravano durante le transumanze. Questi si accoppiavano non solo con i cani di pura razza siberiana, ma anche con gli autoctoni alaskani e da qui ha inizio la storia dei primi “meticci” che presero il nome di VILLAGE DOGS.
Grazie a Jack London, ai suoi racconti ed ai film che ha ispirato, in tanti abbiamo vissuto le forti emozioni di Zanna Bianca…abbiamo imparato a comprendere meglio il rapporto uomo-cane…abbiamo amato l’idea di due esseri viventi, così diversi eppure così indispensabili l’uno all’altro! Attualmente esistono persone dette MUSHERS (conduttori di slitte) che gareggiano, insieme ai loro cani, animati non solo da spirito agonistico, ma da una grande passione per la Natura e per i loro compagni d’avventura!
Ed allora conosciamo meglio Henry Coronica, musher italiano che sta collezionando grandi successi e soddisfazioni! Henry nasce a Trieste nel 1973 e, nel 1996, mentre lavora come guida sciistica al Passo del Tonale, conosce la realtà dei cani da slitta attraverso la nota scuola diretta da Armen Khatchikian, situata ai piedi del ghiacciaio del Presena, sull’Adamello, in provincia di Trento. Le passioni, quelle vere, sono totali ed assolute: Henry lascia il suo lavoro, stregato da questo mondo in cui regnano la Natura, sovrana in tutta la sua forza e bellezza ed i cani, compagni non solo di avventura, ma anche e soprattutto di vita!
Non tutto è facile ma, dopo quattro inverni trascorsi nella baita del Tonale con 70 huskies, dopo aver appreso gli insegnamenti di Armen che in passato ha corso per ben 3 volte la mitica IDITAROD, la mille miglia tra i ghiacci dell’Alaska, e incoraggiato dal successo ottenuto nell’organizzazione di manifestazioni a livello internazionale quali, il 1°, 2° e 3° Trofeo Topolino di Sleddog, l’ascesa del ghiacciaio dell’Adamello con i cani da slitta, Henry decide di fare ulteriori esperienze all’estero, nella patria dello sleddog. Nel 1999, Henry lavora spalla a spalla come handler con TIM WHITE a Grand Marais in Minnesota.
L’allenamento dei cani del pluri-campione americano di sleddog, avviene in condizioni climatiche rigidissime, ma l’esperienza rimane comunque indelebile nella memoria! Ritornato in Italia, Henry progetta un nuovo periodo di studio ed esperienza, ma questa volta in Alaska, per apprendere il tipo di allenamento e di rapporto che si instaura tra i più forti MUSHERS (conduttori di slitte) al mondo e i loro cani, abituati a percorrere anche 150 chilometri al giorno. Tra questi, RICK SWENSON, SUSAN BUTCHER e MERY SHIELDS. Dal 2000 Henry è in Italia e gestisce la propria pensione per cani, il VILLAGGIO VACANZE del CANE di Trieste. Contemporaneamente iniziano gli allenamenti quotidiani con la sua muta di 12 cani da slitta, parte dei quali arrivati proprio dall’Alaska. Così decide di competere nel gennaio 2004 all’ALPENTRAIL SLEDDOG RACE, la più avventurosa prova di sleddog che attraversa le Alpi, un tragitto di 300 chilometri da percorrere in 6 tappe. In preparazione a questo evento Henry ottiene un secondo posto di gran rispetto ai Campionati Italiani Assoluti di Sleddog 2002 ad Anterselva (BZ) e il primo posto ai Campionati Italiani Media Distanza 2003.
Nell’ Alpentrail 2004, il team di Coronica, il più giovane tra i 60 partecipanti da tutta Europa, si piazza al 10° posto! Il 5 marzo 2005,Henry partecipa alla FINNMARKSLOPET, la gara di lunga distanza più a Nord del Mondo. Nessun Italiano aveva mai, fino ad allora, tentato l’impresa di percorrere i 500 chilometri che vanno dalla Norvegia alla Finlandia e ritorno! Una gara durissima, avventurosa, lunga e molto affascinante, dove i cani diventano i veri protagonisti, capaci di superare il freddo e l’isolamento della tundra scandinava ed il rapporto di fiducia e rispetto reciproco, che si instaura con i propri compagni a quattro zampe, diventa fortissimo! Alla partenza dalla città di Alta (sud ovest di Capo Nord) ci sono due Italiani, Henry Coronica e Maurizio Menghinella: quest’ultimo, compagno d’avventura anche in Alpentrail 2004. Il loro obiettivo è quello di portare a termine la gara, che fino a quel momento è stata una esclusiva dei teams Scandinavi, preparati molto bene a superare indenni le temperature che arrivano anche a -40°! Purtroppo però, l’amico Maurizio deve ritirarsi dalla corsa dopo 300 chilometri, ed Henry prosegue da solo nell’ultimo tratto di gara.
Dopo 3 giorni, 17 ore e 34 minuti, Henry e i suoi Alaskan Huskies, tagliano il traguardo, piazzandosi al 36° posto! E’ l’unico musher Italiano ad aver finito la più famosa e dura corsa con cani da slitta in Europa, tanto da essere seguito anche dalle telecamere di RAI 1!
Ma la passione continua ad incendiare il cuore e la mente di questo uomo straordinario che, nell’inverno 2006, arriva: • 1° al Challenge Italia di Pian del Consiglio (BL), • 1°alla gara di Coppa del Mondo di Kranjska Gora (SLOVENIA) • 1° al Campionato Italiano Assoluto di Anterselva (BZ) • 2° alla Gara di Coppa del Mondo di Ostersund in Svezia. • 7° al Campionato Assoluto Europeo di Tarvisio (UD),a causa di un brutto incidente. Ed arriviamo ai nostri giorni: il 1° febbraio, da Roros, una pittoresca cittadina norvegese, situata al centro della Norvegia, a soli 30 km dal confine con la Svezia, parte la XVII° edizione della Femundlopet, corsa più grande d’Europa, con cani da slitta, di lunga distanza (500 km), caratterizzata dalla presenza di monti e vallate molto aspri. A differenza della Finnmarkslopet, oltre al percorso più impegnativo, c’è anche un clima molto più rigido e pericoloso che a febbraio in queste zone sub-artiche arriva anche a 45 gradi sotto zero! Ogni anno si iscrivono oltre 150 equipaggi, tra i quali norvegesi, svedesi, finlandesi, statunitensi, tedeschi, svizzeri, francesi, spagnoli, islandesi, ma mai, fino ad ora, un equipaggio italiano!
Quest’anno, per la prima volta, ci sarà un team italiano: quello di Henry Coronica!